P2P lending: cos’è e quali vantaggi offre

  • Tassi di interessi
  • Volume di prestiti
  • Usabilità piattaforma

Cos’è il p2p lending

Il p2p lending, o social lending, è una forma di finanziamento che prevede la concessione di prestiti tra privati.

Questo strumento di finanziamento è nato nei primi anni Duemila: in quegli anni il progressivo sviluppo di sistemi avanzati di ICT e la contemporanea crisi del mercato finanziario hanno creato le condizioni ideali per la nascita delle prime piattaforme che hanno favorito l’incontro tra domanda e offerta di prestiti tra individui.

Dopo il 2006 i riflessi della crisi dei mutui subprime americani hanno provocato una profonda crisi finanziaria anche in Europa. Come conseguenza, banche e società finanziarie hanno rivisto al ribasso le loro politiche di credito, riducendo il numero di finanziamenti concessi a famiglie e imprese e inasprendo le condizioni per l’accesso al credito (cosiddetto credit crunch). È in questo contesto che sono nate le prime piattaforme che avevano lo scopo di mettere in contatto privati in cerca di un finanziamento e privati che volevano investire i propri risparmi senza passare dal mercato bancario.

La prima piattaforma di social lending, Zopa, è nata in Inghilterra nel 2005. Da allora sono nate centinaia di piattaforme simili in tutto il mondo. In Italia i prestiti peer to peer sono arrivati nel 2008 ma è solo di recente che il settore ha iniziato a far registrare numeri interessanti. La Legge di Bilancio 2018 ha modificato la tassazione del p2p lending e reso ancora più conveniente investire in piattaforme di prestiti tra privati.

Come funziona il social lending?

Se nel sistema finanziario tradizionale la banca o la società finanziaria raccolgono fondi da utilizzare per concedere i prestiti, nelle piattaforme di social lending l’incontro tra domanda e offerta di finanziamento è diretto e non c’è l’intermediazione di un terzo soggetto. Le piattaforme di p2p lending rappresentano il luogo in cui avviene l’incontro tra i mutuatari e i prestatori.

Le piattaforme di p2p lending non erogano direttamente i prestiti ma rendono ottimali le condizioni perché avvenga uno scambio sicuro tra le parti. Nello specifico, le piattaforme di lending crowdfunding si occupano di:

  • verificare l’identità degli iscritti, siano essi in cerca di un finanziamento o investitori;
  • analizzare le richieste di finanziamento e assegnare un rating;
  • gestire il flusso dei rimborsi;
  • nel caso in cui le condizioni d’uso lo prevedano, impegnarsi a recuperare i crediti non rimborsati dai debitori.

A seconda della struttura che si è data la piattaforma, gli investitori possono finanziare direttamente chi è alla ricerca di un prestito oppure possono acquistare quote di finanziamenti ceduti da intermediari (gli originator). In entrambi i casi, l’investitore può selezionare i progetti ai quali assegnare i propri fondi sulla base della loro classe di rating e delle condizioni economiche del prestito.

Il social lending nasce come strumento di finanziamento per privati ma con il tempo anche le imprese si sono avvicinate a questo strumento. Oggi sono molte le piattaforme che permettono la partecipazione delle imprese sia in veste di finanziatore sia in veste di mutuatario.

Attraverso le piattaforme di social lending si può investire in:

  • prestiti a privati, intesi sia come prestiti personali non finalizzati sia come prestiti finalizzati all’acquisto di beni o servizi;
  • prestiti alle imprese, richiesti per ottenere liquidità, per consolidare debiti preesistenti o per finanziare lo sviluppo di specifici progetti;
  • invoice financing. È uno strumento simile al factoring che permette alle imprese di cedere ai finanziatori le proprie fatture e liquidarle prima che arrivino a scadenza;
  • prestiti immobiliari, richiesti da imprese costruttrici o da intermediari per la costruzione o la ristrutturazione di immobili.

Si possono richiedere o concedere prestiti a breve termine, con scadenza inferiore all’anno, oppure prestiti a medio termine, con durate che arrivano fino a 10 anni.

Quanto agli importi dei prestiti, si va piccoli e piccolissimi prestiti fino a cifre consistenti, soprattutto nel caso di finanziamenti immobiliari. Un vantaggio per i finanziatori è la possibilità di frazionare i propri fondi in micro quote e investire in un elevato numero di progetti. Molte piattaforme fissano a 1€ la quota minima di investimento per ciascun prestito. Questa diversificazione aiuta a contenere il rischio di mancato rimborso da parte del debitore e permette di bilanciare i rendimenti dei diversi finanziamenti.

Nella maggior parte dei casi le piattaforme non prevedono commissioni per chi offre finanziamenti, mentre applicano una commissione a chi richiede un prestito.

Quali sono i rischi

Come tutti i prodotti finanziari, anche il peer to peer lending è un’attività che comporta diversi rischi per l’investitore.

Si possono classificare i rischi del p2p lending in tre tipi:

  • il rischio di credito, rappresentato dal rischio che il debitore non rimborsi il finanziamento alle condizioni pattuite;
  • il rischio di cambio, nel caso in cui l’investitore decida di finanziare prestiti concessi in una valuta diversa dalla propria;
  • il rischio di liquidità che si manifesta quando l’investitore ha un portafoglio rigido e difficile da smobilizzare.

Per scongiurare il rischio di liquidità, molte piattaforme di p2p lending mettono a disposizione degli iscritti un mercato secondario nel quale mettere in vendita i prestiti in portafoglio e ottenere liquidità senza dover attendere la scadenza del finanziamento.

Il rischio più alto a cui va incontro chi investe nel mercato dei prestiti tra privati è sicuramente quello di credito. Queste piattaforme offrono investimenti che hanno un tasso di rendimento anche molto elevato: il rendimento medio annuo quasi mai scende sotto al 10% e per alcuni tipi di prestito può arrivare anche al 40-50%. Tassi di rendimento così elevati si traducono in un rischio di default del debitore altrettanto elevato.

I sistemi di rating adottati dalle piattaforme sono un primo elemento da valutare attentamente prima di selezionare i prestiti da finanziare. Diversificare il portafoglio destinando una piccola percentuale ai prestiti ad alto rischio e concentrare la maggior parte degli investimenti in prestiti che rientrano nelle classi di rating migliore è una buona soluzione per contenere il rischio di credito e ottenere rendimenti elevati.

Non tutte le piattaforme prevedono un sistema di garanzia degli investitori in caso di default di chi ha richiesto un prestito. Alcune società di social lending offrono una garanzia di buyback, ovvero si impegnano a riacquistare il prestito, di solito quando il ritardo nei pagamenti supera i 60  o i 90 giorni. Sono un po’ più sicuri i prestiti immobiliari, dal momento che il finanziamento è sempre garantito da un’ipoteca di primo o di secondo grado iscritta sull’immobile.

Perché sceglierlo come investimento

Il peer to peer lending è una valida alternativa alle forme di investimento tradizionali. I tassi di rendimento medi sono in linea con quelli di mercato e non è raro che siano superiori, con un livello di rischio spesso inferiore a investimenti che promettono tassi di interesse simili. Rispetto agli investimenti in titoli o in valute, ad esempio, i prestiti tra privati risultano più sicuri e più facilmente controllabili da parte del finanziatore.

Molte piattaforme di peer to peer lending propongono agli investitori uno strumento di investimento semi-automatico che agisce senza l’intervento diretto del proprietario dei fondi. Una volta impostati i parametri di investimento preferiti e avviato lo strumento di investimento è come se si mettesse il pilota automatico al proprio account. Il sistema seleziona in autonomia i prestiti che rispettano le caratteristiche desiderate e li finanzia costruendo man mano il portafoglio.

Conclusioni

Il peer to peer lending offre vantaggi sia per chi vuole ottenere un finanziamento sia per chi vuole investire senza dover ricorrere a un intermediario.

Per gli investitori vuol dire poter gestire in maniera diretta i propri soldi, scegliendo di volta in volta i progetti da finanziare e monitorando in tempo reale l’andamento degli investimenti. Per chi richiede un prestito vuol dire ottenere un finanziamento in tempi più brevi rispetto al sistema bancario e spesso a condizioni migliori.

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